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mercoledì 28 ottobre 2026

Rendering pre-calcolato con COG multiscala, PyQGIS e GDAL

Ottimizzare progetti QGIS su LAN: un procedimento sperimentale per velocizzare la consultazione in rete

(Tempo di lettura 9 minuti)

Contenuto in sintesi 

  • Da dove nasce il problema: un progetto QGIS, con un’elevato contenuto informativo e funzionale, può lavorare in modo fluido sul computer su cui viene sviluppato ma diventa lentissimo quando lo si condivide con i colleghi attraverso la rete aziendale.
  • La soluzione: calcolare in anticipo il rendering del progetto a più scale e renderlo disponibile come un unico Cloud Optimized GeoTIFF (COG).
  • Come funziona: uno script in Python, da caricare tra gli algoritmi di Processing, produce il rendering del progetto a tre scale e GDAL lo assembla in un raster ottimizzato multiscala, da usare al posto dei layer originali alle scale di consultazione più comuni.
  • Risultati dei test: rendering medio da 63,58 s a 1,29 s (circa 49,3× più veloce); traffico di rete durante il rendering da 3.317 MB a 39,6 MB (circa −99%).
  • Il limite principale: il file raster è una «fotografia» del progetto. Va bene per consultare la mappa, non per identificare o selezionare oggetti, e va rigenerato quando cambiano dati o stili.
  • Codice: prototipo non ancora revisionato da sviluppatori esperti, disponibile su GitHub con licenza CC BY-SA 4.0.
  • Contesto: questo contributo descrive la soluzione presentata a Trento nel corso dell’evento FOSS4G-IT & OSMit 2026.

Breve glossario per apprendisti GIS

  • COG (Cloud Optimized GeoTIFF): immagine raster che mantiene la stessa estensione .tiff di un GeoTIFF ma risulta organizzata internamente in modo da permettere letture selettive. Viene supportato nativamente da QGIS tramite le librerie GDAL. 
  • Tile (tassello): porzione minima dell’immagine, di norma 512×512 pixel, che può essere letta singolarmente.
  • Overview (panoramica): versione a risoluzione ridotta della stessa immagine, come i livelli di zoom di una mappa online.
  • VRT (Virtual Raster): file virtuale che combina più raster in un mosaico virtuale, senza duplicare i dati.
  • Sovrascrittura definita dai dati (data-defined override): meccanismo che rende dinamiche le proprietà grafiche dei layer, come dimensione, colore,  rotazione, posizione e visibilità in base alla scala, calcolandole dagli attributi del layer o da espressioni.
  • PAL (Placement Automatique de Légendes o Placement Algorithm): il motore di etichettatura di QGIS.
  • Cache fredda / calda: alla prima lettura (cache fredda o “cold cache”) GDAL deve aprire il raster e leggerne i metadati; nelle successive (cache calda o “hot cache”) parte di queste informazioni sono già in memoria .

Il problema: un progetto locale che fatica sulla LAN

«GISDIS FVG» è un applicativo basato su QGIS, dedicato all’attività istruttoria e cartografica correlata alla programmazione e realizzazione delle opere di difesa del suolo nella Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Si avvale di codice PyQGIS personalizzato che estende le funzionalità di QGIS e permette di accedere a servizi API remoti, di recuperare in tempo reale foto, relazioni conservate su server SharePoint, dati OpenCUP, e di consultare servizi WMS (PGRA, catasto, ortofoto IRDAT, ISPRA). Comprende oltre 60 layer vettoriali tematizzati, 29 dei quali visibili alla scala di apertura e raster di sfondo (ortofoto, HillShade, rilievo ombreggiato a tinte ipsometriche).

Finché i livelli informativi del progetto sono memorizzati in locale, la fruibilità risulta adeguata e l’interazione gestibile. La criticità si presenta quando viene distribuito su una condivisione di rete NTFS: in tale circostanza il trasferimento dei dati dal server al client risulta limitato dalla larghezza di banda. La causa più probabile è l'elevato volume di dati che transita sulla rete condivisa da tutta la struttura regionale, ciò porta a un aumento della latenza che rende poco reattiva la navigazione cartografica.

Non essendo possibile diminuire il numero di layer né semplificare il progetto, ho cercato di ridurre il carico computazionale necessario per rappresentare la mappa alle scale più usate, spostando una parte dell’elaborazione dalla fase di consultazione a una fase di preparazione.


Il progetto GISDIS alla scala di apertura: 29 layer visibili, escluso il layer puntuale degli interventi di difesa del suolo.

La strategia adottata: due soluzioni combinate

La soluzione combina due procedimenti distinti:

  1. Pre-renderizzare il progetto. Invece di far disegnare a ogni zoom i 29 layer, con stili, regole di visibilità ed etichette, QGIS legge un’immagine già pronta ottenuta sovrapponendo i layer visibili all’apertura della mappa con tutti i loro dettagli stilistici, comprese le regole di sovrascrittura definita dai dati.
  2. Usare il formato COG. L’immagine è organizzata in modo che il software legga solo i tasselli e il livello di risoluzione necessari alla vista corrente, senza caricare tutto il file.

I benchmark, riportati più avanti, confrontano il progetto tradizionale con quello ottimizzato e misurano quindi l’effetto combinato delle due soluzioni parziali, non solo il contributo del formato COG.


Nello schema a sinistra viene rappresentato il PC client che legge dalla rete 29 layer e servizi WMS; in quello a destra il client QGIS che legge pochi tasselli da un solo file COG

COG e GeoTIFF classico: che cosa cambia

Il COG non è un formato nuovo: è un GeoTIFF ma con una disposizione interna ottimizzata. Il tiling divide l’immagine in tasselli; le overview memorizzano versioni a risoluzione ridotta, pronte per le scale più piccole. Nel GeoTIFF classico i pixel sono memorizzati in sequenza, senza una struttura per l’accesso selettivo. Ciò comporta che la lettura dalla rete, dopo uno zoom o uno spostamento, può diventare dispendiosa in termini di elaborazione. Invece, con il formato COG, se il software utilizzato risulta compatibile, vengono letti solo i blocchi e i livelli di risoluzione pertinenti all’area della mappa visualizzata sullo schermo.

Per effettuare una conversione con GDAL, da GeoTIFF a COG, dalla riga di comando (CLI) di OSGeo4W:

gdal_translate in.tif out.tif -of COG -co COMPRESS=LZW

Nella presente soluzione, il raster classico misura 16.682 × 9.013 pixel e pesa circa 131 MB. La versione COG multiscala ha tre livelli a 150 DPI (11.898 × 6.456, 5.952 × 3.228 e 2.976 × 1.614 pixel) e pesa circa 94 MB in totale. I due raster non hanno lo stesso contenuto, quindi il confronto è indicativo, e i valori dipendono da dati, compressione e parametri.

Una piramide pensata per le scale di consultazione

Il prototipo dello script per Processing «Render_Multiscale_Cog_Proc.py» prepara tre scale di riferimento: 1:150.000 (livello base), 1:300.000 (overview 2×) e 1:600.000 (overview 4×). Sotto 1:100.000 il progetto passa alla visualizzazione dei layer QGIS originali. La configurazione predefinita è tarata su territori inferiori a 30.000 km².


Piramide isometrica del COG con tre livelli di risoluzione (1:600.000, 1:300.000, 1:150.000) divisi in tasselli 6x6

Il raster è una fotografia cartografica del progetto a queste scale: consente una consultazione rapida, ma non sostituisce i layer originali quando servono interazione, selezione degli oggetti o consultazione degli attributi.

Per ovviare in parte a questo limite, nel progetto GISDIS FVG viene caricato sopra il COG un layer puntuale con i singoli interventi di difesa del suolo, che può essere interrogato per ciascuna opera censita. Per semplicità espositiva risulta escluso dalla presente trattazione.

A differenza del formato MBTiles, che di norma prevede tasselli in Web Mercator con livelli di zoom prefissati, il COG mantiene il sistema di riferimento proiettato del progetto (in questo caso RDN2008 / TM33) e permette di calcolare le overview in base a risoluzioni corrispondenti alle scale di consultazione. In questo modo, il passaggio tra raster e layer vettoriali originali, che avviene alla scala 1:100.000, risulta più regolare, senza evidenti salti di scala o scatti visivi. 

Quando deve mostrare una vista, il client non legge l’intero livello informativo: GDAL individua i tasselli che intersecano l’estensione e la scala correnti e chiede solo i loro byte. Da un server web le richieste sono trattate come HTTP «Byte-Range», mentre se ci si trova su una rete condivisa, come in quella regionale, vengono effettuate letture parziali del file dal server di rete (SMB/NTFS). Lo schema seguente mostra il caso di 4 tasselli su 36, circa l’11% dei tasselli del livello.

Lo script PyQGIS: automatizzare il rendering

Lo script «Render_Multiscale_Cog_Proc.py» si carica tra gli algoritmi di Processing di QGIS.

Prima utilizzando l’opzione “Aggiungi Script agli Strumenti” che compare cliccando l’icona Python

In seguito lanciando l’algoritmo presente in Script ➔ GISDIS FVG

L’algoritmo visualizza una finestra di dialogo, simile alla tabella sotto riportata, contenente l’estensione presa da un layer di riferimento (o da specificare manualmente) ed altri parametri predefiniti ma modificabili, e produce i materiali intermedi per costruire il COG.

Parametro Valore predefinito Note
Layer di riferimento per l’estensione — La sua estensione diventa l’area di rendering; in alternativa si inserisce un’estensione manuale
DPI di rendering 96 La risoluzione in metri/pixel è calcolata da scala e DPI, predefinito 96 consigliato 150
Colonne / righe della griglia 6 / 6 6 × 6 = 36 tile per scala
Scale incluse 1:150.000, 1:300.000, 1:600.000 Livello base e due overview (2× e 4×)
Margine scala-overview 5% Anticipa il passaggio di GDAL da un’overview all’altra
Compressione DEFLATE, livello 9 In alternativa ZSTD (decompressione più veloce su LAN)
Cartella di output C:\temp\cog_fvg Tile PNG, file .bat e .py intermedi

Una scelta importante: le etichette

Per ogni scala vengono elaborati tutti i dettagli stilistici, comprese le regole di sovrascrittura definita dai dati e, successivamente, viene renderizzata l’intera estensione in un’unica immagine, infine viene ritagliata in tasselli. In questo modo il motore PAL di QGIS posiziona le etichette una volta sola, evitando che le stesse risultino tagliate, duplicate o disallineate lungo i bordi tra tile adiacenti.

Il flusso di lavoro in due fasi

Fase A – Rendering in QGIS

  1. L’algoritmo produce un’immagine completa per ciascuna delle tre scale.
  2. Ogni immagine viene suddivisa in 36 tile PNG.
  3. Vengono generati i file build_cog.bat e inject_ovr.py per la fase successiva.

Fase B – Assemblaggio con GDAL. Si esegue build_cog.bat dalla riga di comando di OSGeo4W, che svolge in modalità predefinita le seguenti operazioni:

  1. gdal_translate: i tile PNG diventano 108 GeoTIFF georeferenziati.
  2. gdalbuildvrt: tre Virtual Raster, uno per scala.
  3. gdal_translate: tre GeoTIFF compressi, uno per scala.
  4. viene utilizzato il file inject_ovr.py per ottenere il COG finale, con overview reali.

Diagramma di flusso delle fasi A e B

Il raster COG così assemblato, può essere considerato un "tile server embedded" nel GeoTIFF, ma senza la necessità di un server dedicato.

Quando va rigenerato

Il COG è un’istantanea: se cambiano dati o stili, le fasi A e B vanno rieseguite, quindi conviene pianificare la rigenerazione in base alla frequenza con cui si aggiornano i dati. 

I benchmark: tempi di rendering e traffico di rete

Condizioni di prova. È stato usato QgsMapRendererParallelJob su una canvas di 1920 × 1080 pixel, con 29 layer e sistema di riferimento EPSG:6708 (RDN2008 / TM33). Macchina: Dell Precision Tower 3620 (Intel Xeon E3-1245 a 3,50 GHz, 32 GB di RAM, SSD), Windows 10, QGIS 3.34.15 LTR. Rete aziendale regionale. Il traffico è stato misurato con netstat -e a intervalli di 500 ms: misura l’interfaccia di rete, quindi include anche l’eventuale altro traffico della macchina. I risultati vengono da cinque esecuzioni isolate e non sono una garanzia per ogni configurazione.

Tempi di rendering

  • Media su 5 esecuzioni: 63,58 s per il progetto tradizionale, 1,29 s con il COG multiscala (circa 49,3× più veloce).
  • Prima esecuzione, a cache fredda: rappresentata dalla prima coppia di istogrammi a sinistra nel grafico a barre, con 71,88 s contro 4,18 s (circa 17,2×). Qui GDAL deve aprire il file in rete e leggerne metadati e indice dei tasselli.
  • Esecuzioni successive, a cache calda: il COG si assesta intorno a 0,56–0,58 s, mentre il progetto tradizionale continua a oscillare tra circa 54 e 72 s. In tali condizioni il guadagno medio raggiunge 107x (COG Multiscala) rispetto alla visualizzazione a schermo dei singoli livelli (NO-COG).

Grafico a barre dei tempi di rendering in 5 esecuzioni: 54–72 s con il progetto tradizionale, da 4,2 a 0,6 s con il COG.

Il tempo di apertura del progetto resta sostanzialmente uguale (18,25 s contro 17,49 s): il vantaggio riguarda il disegno della mappa, con un guadagno medio pari a circa 50 volte, con punte di 107 volte se si esclude il primo avvio a cache fredda.

Traffico di rete

Durante il rendering sono stati misurati circa 3.317 MB per il progetto tradizionale contro 39,6 MB con il COG (circa −99%). Durante il caricamento del progetto, 163 MB contro 113 MB (circa −30%).

Indicatore Progetto tradizionale COG multiscala Variazione
Rendering medio 63,58 s 1,29 s ≈ 49,3× più veloce
Rendering, prima esecuzione 71,88 s 4,18 s ≈ 17,2× più veloce
Rendering medio cache calda 61,5 s 0,575 s ≈ 107× più veloce
Caricamento del progetto 18,25 s 17,49 s sostanzialmente uguale
Traffico durante il rendering 3.317 MB 39,6 MB ≈ −99%
Traffico durante il caricamento 163 MB 113 MB ≈ −30%

Il risultato è davvero uguale?

Il confronto dei tempi conta poco se le mappe prodotte con questo script non sono all’altezza delle aspettative. Quelle ottenute alle scale 1:600.00 e 1:300.000 risultano poco significative per un raffronto dei dettagli cartografici, mentre risulta conveniente confrontare due viste alla stessa scala 1:150.000 : a sinistra i 29 layer live, a destra il COG.

Vista progetto con 29 layer caricati Aspetto grafico con un solo raster COG

Come si può notare le differenze riguardano essenzialmente le dimensioni di due etichette, una relativa al toponimo "Tolmezzo (Tumieç)" e l'altra all'idronimo "Lago di Cavazzo", dovute, essenzialmente, all'opportunità di migliorare la messa a punto delle regole di visibilità dipendenti dalla scala utilizzate nei rispettivi stili del carattere dell'etichetta.

Perché COG invece di MBTiles?

MBTiles è un formato molto diffuso per distribuire tile cartografiche, ma in questo caso il COG era il più adatto in quanto mantiene il sistema di riferimento proiettato del progetto e permette di ottenere overview a risoluzioni adatte alle scale di consultazione. Non è una scelta universale: dipende dal software di destinazione, dal sistema di riferimento richiesto, dal tipo di distribuzione e dalle esigenze di aggiornamento.

Aspetto MBTiles COG multiscala
Sistema di riferimento Flusso orientato a Web Mercator (EPSG:3857), con riproiezione rispetto al sistema di lavoro Mantiene quello del progetto (qui RDN2008 / TM33)
Dimensione per GISDIS circa 430 MB circa 94 MB
Livelli di scala Livelli di zoom interi (0–22) Overview a risoluzioni scelte, adatte alle scale locali
Aggiornamento Pacchetto da rigenerare ad ogni aggiornamento Va rigenerato anche il COG (fasi A e B)
Standard de-facto Mapbox, non OGC OGC (2023)

Limiti e avvertenze

  • Il codice è un prototipo. É stato sviluppato per tentativi successivi con il contributo di Claude.ai (Sonnet 4.6) ed è stato verificato soprattutto sulle opzioni che servivano al progetto di difesa del suolo e non è stato ancora revisionato da sviluppatori esperti. Provatelo su copie dei dati, controllate i risultati cartografici e validate il comportamento prima di usarlo in produzione.
  • Si tratta di una fotografia. Identificazione, selezione, interrogazione degli attributi e aggiornamento dei dati restano affidati ai layer originali, disponibili alle scale per cui è previsto il passaggio alla visualizzazione live.
  • Quando conviene. La strategia è adatta ai progetti in cui la consultazione prevale sull’interazione con il singolo oggetto, per territori fino a circa 30.000 km².

Il codice, la descrizione implementativa e i test sono disponibili su GitHub, con licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0):

github.com/PianeBen/Render-Multi-Scala-COG

Sulle spalle dei giganti: il valore del FOSS4G

Un pensiero di gratitudine va a chi ha costruito le basi su cui questo script si appoggia. Alcune tappe, per ricordarlo.

  • gli algoritmi di proiezione in C scritti da Gerald Evenden nel 1983, oggi alla base di PROJ;
  • il desiderio di Gary Sherman di avere un GIS leggero su Linux nel 2002, da cui nacque QGIS, portato alla comunità globale anche grazie a Tim Sutton;
  • Martin Dobiaš, che nel 2006 aprì QGIS a Python con i binding PyQGIS;
  • Frank Warmerdam, che nel 1998 iniziò a scrivere GDAL, oggi mantenuta da Even Rouault, autore anche del driver COG;
  • Guido van Rossum, che nel 1989 inventò Python;
  • Andrej Markov, che nel 1913 elaborò il primo «modello linguistico» analizzando la successione delle lettere nell’Evgenij Onegin di Puškin.

Gli strumenti basati su modelli linguistici possono aiutare a esplorare soluzioni e prototipi, ma non sostituiscono la verifica tecnica, i test riproducibili e il confronto con la comunità FOSS4G.

Ogni piccolo o grande traguardo è solo una tappa, sebbene limitata, frutto di attività di ricerca teorica e pratica, sviluppo di codice e condivisione globale, trasparente e nativamente Open Source : questa è la vera forza del FOSS4G.

Tutti i video degli interventi dell'evento GFOSS.it 2026 sono disponibili sulla pagina YouTube di FOSS4g.IT - OSMit 2026.

Di seguito riporto la presentazione dalla quale è stato tratto quanto sopra.



Per approfondire

CC-BY Daniele Samez

Ultimo aggiornamento 29.10.2026

lunedì 7 marzo 2022

Nuova versione QGIS 3.22 “Białowieża” (LTR)

Versioni di QGIS per Windows aggiornata a ottobre 2022  

Versioni di QGIS per Windows (sulla base alla pagina download risalente a marzo 2022)

Con il recente rilascio della versione QGIS 3.22.4 “Białowieża” (LTR) e della release candidate 3.24.0 “Tisler” (PR), si è conclusa la fase di transizione di QGIS verso una tipologia di software con codice solo a 64 bit e l'adozione di librerie più moderne.Inoltre, per migliorare la stabilità operativa di QGIS, alcune applicazioni esterne presenti negli strumenti di processing sono state spostate nei ​​plugin di base.

La struttura della pagina che consente il download dei pacchetti di installazione di QGIS per Windows ha di nuovo assunto un aspetto agile e accessibile, mantenendo inalterate le consuete funzionalità.

Premesso che l'immagine di cui sopra rappresenta un'istantanea della pagina di download fatta a marzo 2022, cliccare sul link inferiore per eventuali aggiornati, in linea di massima possono essere individuate due tipologie principali di pacchetti d'installazione :

  • QGIS in OSGeo4W (consigliato per utenti regolari)

  • Installatori Standalone (MSI) dai pacchetti OSGeo4W (consigliati per i nuovi utenti)


Se vi chiedete cosa significa OSGeo4W, tra le note a margine potete trovare una breve descrizione.

Rispetto alla pagina pubblicata in precedenza, sono state rimosse, in quanto ritenute superate dal punto di vista tecnologico ed informatico, tutte le versioni che utilizzavano le dipendenze presenti sulla vecchia repository OSGeo4W (v.1), tra cui quelle che funzionavano su sistemi operativi con codice a 32 bit, come Windows 7. Ad ogni modo,tutte le precedenti versioni standalone continuano ad essere disponibili per il download sulla repository ufficiale (3)


Oltre alle concise descrizioni già presenti sulla pagina di cui sopra, riporto di seguito alcune considerazioni, che forse non riusciranno a dirimere ogni dubbio sull'argomento ma almeno provano a fornire alcune semplici spiegazioni, sebbene migliorabili, che spero possano essere di qualche utilità.

  • QGIS in OSGeo4W (consigliato per utenti esperti):

Questo pacchetto di installazione OSGeo4W, denominato Programma di Installazione di Rete OSGeo4W ,  di dimensioni contenute, è disponibile solo con codice a 64 bit.

A fronte di una configurazione iniziale che può risultare più complessa, questo tipo di installazione consente una gestione dell'applicativo più flessibile, come ad esempio la possibilità di avere più versioni di QGIS installate sullo stesso PC oppure quella di effettuare aggiornamenti automatici o manuali di pacchetti ed altri driver utili per integrare ulteriori funzionalità, rendendo questa tipologia d'installazione, forse, la più adatta per un utente esperto o per chi lo vuole diventare.

Per eseguire l’aggiornamento da vecchie installazioni, ovvero quelle con le dipendenze presenti su OSGeo4W (v.1), si deve avere l'accortezza di rimuovere preventivamente la versione OSGeo4W "Network Installer" (v.1) e poi reinstallare la nuova oppure utilizzare una directory separata, poiché il nuovo OSGeo4W (v.2) supporta esclusivamente codice a 64 bit.

Cliccando su Programma di Installazione di Rete OSGeo4W  viene scaricata solo l'applicazione (meno di 1 MB) che consente l'installazione basata sulla nuova repository OSGeo4W (v.2), quindi se hai intenzione di installarlo su un'altro PC senza connessione alla rete Internet, ti conviene optare per una delle versioni Standalone.

Questa installazione richiede che il PC su cui si vuole installare QGIS sia connesso alla rete internet e qualora ciò avvenga attraverso un proxy aziendale o un firewall, occorre configurare correttamente i parametri del programma di installazione con quelli specifici del proxy forniti dal gestore della rete aziendale oppure disattivare il firewall temporaneamente.

Per installare l'ultima versione, una volta avviata l'installazione, devi scegliere Installazione Rapida Desktop e selezionare QGIS.

Invece, per ottenere la versione a lungo supporto (LTR) devi scegliere Installazione avanzata e selezionare qgis-ltr-full, mentre non risultano disponibili su questo pacchetto le versioni sviluppo e master.

Se questo tipo d'installazione viene eseguita su un PC che opera all'interno della rete intranet regionale, nella finestra del programma OSGeo4W contenente la richiesta del tipo di connessione Internet, selezionare l'opzione ◉IE5 Settings .  Inoltre, vale la pena controllare la corretta impostazione dei parametri di accesso del server proxy aziendale, premendo, in Windows 8, 10 e 11, il tasto con il logo di Windows ⊞ assieme alla lettera [R] e digitando inetcpl.cpl + [Invio]   e assicurandosi che nella scheda Connessioni, le impostazioni della connessione di rete di Windows, visibile cliccando su Impostazioni LAN,  includano i dettagli di accesso del server proxy.


Due ottime guide, passo passo, su come procedere all'installatore di pacchetti OSGeo4W "Network Installer" le puoi trovare ai link (1), (2), (3) e (4)

  • Installatori Standalone (MSI) dai pacchetti OSGeo4W (con codice solo a 64, consigliati per i nuovi utenti)

Caratterizzate da consistenti dimensioni di oltre 1 GB, le versioni  Standalone (pacchettizzate con estensione .msi) a partire dalla 3.18, integrano un visualizzatore nativo di dati LiDAR, grazie alla libreria PDAL 2.2 necessaria per leggere i file LAS / LAZ. Maggiori informazioni sulle nuove funzionalità di QGIS sono consultabili a questa pagina (5) oppure anche attraverso la barra di navigazione del sito FVGQGIS tramite QGIS  →  Novità QGIS 3 .

  • Ultima versione (più ricca di funzionalità)

Le ultime versioni di QGIS, identificate dalla sigla PR nell'agenda ufficiale dei rilasci (6) (specialmente quelle che riportano uno zero come numero finale e che sono denominate Release Candidate), risultano adatte a coloro che, per il tipo di attività svolta o per semplice curiosità, hanno l'esigenza di utilizzare le nuove funzionalità e sono disposti a correre qualche rischio con eventuali difformità di gioventù dell'applicativo. 

Gli aggiornamenti vengono rilasciati con cadenza mensile e corrispondono all'ultimo numero della terna di interi positivi (3.22.4) che rappresenta numerazione della versione. 

  • Versione con supporto a lungo termine "LTR"

In linea di massima le versioni Long Term Release (LTR) risultano caratterizzate da una maggiore stabilità operativa e costante correzione dei difetti riscontrati ed è per tali motivi che vengono preferite per effettuare nuove installazioni su dispositivi della pubblica amministrazione o aziendali.

Trattandosi di versioni standalone presentano l'ulteriore vantaggio di rendere la procedura d'installazione più semplice e rappresentano la soluzione più indicata per l'utente comune o per chi vuole iniziare ad utilizzare QGIS per la prima volta.

Le LTR vengono rilasciate all'incirca ogni 6 versioni PR,  (3.10, 3.16, 3.22 corrente, 3.28 prossima), con cadenza annuale attorno al mese di febbraio. 

Ulteriori versioni disponibili: LTR 3.10.14 con le vecchie dipendenze e versioni portable che non richiedono installazione

Se abbiamo la necessità di utilizzare dataset in formato .mdb di Geomedia e non dobbiamo adoperare dati LIDAR o le nuove funzionalità di QGIS, l'installazione della versione standalone LTR 3.10.14 con codice a 64 bit, rimane ancora la versione consigliata in ufficio. Può essere scaricata direttamente dalla repository ufficiale di QGIS attraverso questo link .

Anche se basata ancora sulle vecchie librerie OSGeo4W (v.1), versione LTR 3.10.14 risulta caratterizzata da un'ottima stabilità operativa anche in condizioni di utilizzo intenso ed è per tali motivi che forse, allo stato attuale, può essere ritenuta la più adatta per l'utilizzo quotidiano su dispositivi della pubblica amministrazione o aziendali.

Scaricato l'eseguibile, di circa 400 MB, bisogna installarlo con i diritti di amministratore, ovvero selezionando il programma scaricato e scegliendo dal menù contestuale (tasto destro del mouse) Esegui come amministratore. Se l'installazione non dovesse andare a buon fine, provare a ripetere l'installazione previa disattivazione temporanea di eventuali antivirus.

Esistono anche versioni portable di QGIS 3.x per Windows, meglio descritte al punto 7.3 delle FAQ, che permettono di effettuare l'installazione di QGIS su una memoria esterna USB, utile nel caso in cui dobbiamo lavorare su un PC che non ha o sul quale non si può installare QGIS. Le versioni in italiano sono già state pacchettizzate, grazie all'instancabile attività di supporto a QGIS di  Pigrecoinfinito, e risultano disponibili sulla seguente pagina di GitHub : https://github.com/pigreco/QGIS_portable_3x

Le trovate scorrendo la pagina al termine della spiegazione su come realizzare manualmente una versione portabile di QGIS.

Note a margine


A partire da queste versioni di QGIS alcune applicazioni esterne presenti negli strumenti di processing, come SAGA, GRASS e OTB sono state spostate tra i plugin di base. Ciò dovrebbe evitare problemi di instabilità in QGIS nei casi in cui uno qualsiasi di questi provider non dovesse funzionare. I plugin SAGA e GRASS sono stati abilitati per impostazione predefinita, lasciando invariata l'interfaccia utente. Si tratta principalmente di un cambiamento interno a come QGIS gestisce tali strumenti, infatti, l'unico cambiamento visibile da parte dell'utente finale è che si deve utilizzare il Plugin Manager per attivare o disattivare i provider SAGA, GRASS e OTB.


L'agenda dettagliata dei rilasci risulta pubblicata sulla seguente pagina ufficiale di QGIS:

https://www.qgis.org/it/site/getinvolved/development/roadmap.html#release-schedule 

Consultandola è possibile, tra l'altro, stabilire la data precisa in cui verranno rilasciate le prossime versioni LTR di QGIS e qual è la versione PR (Ultima versione rilasciata) che diventerà la futura LTR.


Il progetto OSGeo4W, sviluppato sotto l'egida della ​Open Source Geospatial Foundation, è un'ampia distribuzione di software geospaziali open source per ambienti Windows (da Windows 8 a 11) ospitati sull'omonima repository, che include ​QGIS , ​GDAL /OGR , ​GRASS e molti altri pacchetti (oltre 150). OSGeo4W è anche il nome del programma che consente l'installazione di applicazioni e librerie GIS Open Source su sistemi Windows, come ad esempio GDAL, su sistemi Windows. GDAL è una libreria fondamentale di QGIS che permette di accedere a tutti i formati di dati geografici e di effettuare vari tipi di trasformazioni su vettori e raster. Viene praticamente utilizzata, in diversa misura, da tutti i progetti GIS Open Source, ma poiché Windows, essendo una piattaforma chiusa, non ha sviluppato un gestore di pacchetti come i sistemi operativi basati su Unix, se installate GRASS e QGIS usando i loro installatori stand-alone, vi ritroverete con due installazioni di GDAL. Aggiungete altre tre o quattro installazioni Open Source e potete ritrovarvi con una dozzina di installazioni di GDAL, oltre a un'installazione solo per GDAL. È qui che entra in gioco OSGeo4W, in quanto il programma tiene traccia dei requisiti condivisi dei pacchetti GIS Open Source, e quindi QGIS e GRASS possono condividere una singola installazione di GDAL, inoltre tiene traccia delle versioni in modo da poter aggiornare i programmi con semplicità..


La Open Source Geospatial Foundation (OSGeo) è un'organizzazione senza fini di lucro la cui missione è la promozione e l'adozione diffusa della tecnologia geospaziale a codice aperto e allo sviluppo partecipativo guidato dalla comunità. La fondazione fornisce supporto finanziario, organizzativo e legale alla più ampia comunità geospaziale open source. Funge anche da entità legale indipendente a cui i membri della comunità possono contribuire con codice, finanziamenti e altre risorse, con la certezza che i loro contributi saranno mantenuti per il beneficio pubblico. OSGeo funge anche da organizzazione di sensibilizzazione e sostegno per la comunità geospaziale open source e fornisce un forum comune e un'infrastruttura condivisa per migliorare la collaborazione tra progetti.


(1) https://pigrecoinfinito.com/2021/02/24/osgeo4w-il-futuro-di-qgis-solo-a-64-bit/

(2) https://pigrecoinfinito.com/2021/06/29/qgis-e-le-ultime-novita-sui-pacchetti-di-installazione/

(3) https://pigrecoinfinito.com/2018/10/31/qgis-osgeo4w-network-installer/

(4) https://install-qgis-windows-dummies.readthedocs.io/it/latest/intro.html

(5) https://pigrecoinfinito.com/2021/10/25/novita-in-qgis-3-22-bialowieza/

(6) https://www.qgis.org/it/site/getinvolved/development/roadmap.html#release-schedule



Autore : Daniele Samez

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